Biodiesel
L'olio di Colza al posto del gasolio
Sembra che già
Rudolf Diesel, sul finire del secolo scorso, avesse valutato la possibilità di
far funzionare il motore che da lui prese il nome con oli vegetali. In effetti,
tutti gli oli vegetali (colza, soia, girasole, ecc.) possono dare origine a
carburanti da utilizzare nei motori diesel; sono impiegabili perfino oli
esotici come l'olio di noce di Jatropha del Nicaragua o l'olio delle bacche
dell'albero di Guang-Pi.
Come se non
bastasse si sta sperimentando la possibilità di riciclare gli oli vegetali
esausti dei ristoranti e dei fast food e ci sono, infine, vari siti in rete che
descrivono come farsi il proprio Biodiesel in casa o in fattoria dall’olio di
canapa (provare per credere!)
La colza, pianta
erbacea utilizzata come foraggio per il bestiame, dai cui fiori gialli maturano
semi neri e tondi ricchi di sostanze grasse, dalle nostre parti è probabilmente
la coltivazione con miglior resa per la destinazione ad usi energetici invece
che alimentari. Da una superficie di un ettaro di terreno coltivato a colza si
ottengono 2,5 tonnellate di semi la cui spremitura fornisce circa una
tonnellata d’olio. E’ da quest’olio che si può ricavare una quantità quasi
equivalente di combustibile, utile sia per il riscaldamento che per
l'autotrazione.
Come sottoprodotto
della macinazione della colza si ottengono circa 2 t di mangime ad alto valore
proteico, e dal processo che porta al biodiesel altri 100 kg di glicerina e
circa 30 kg di concime potassico.
E rieccoci alle
testimonianze: un mio amico dice che suo fratello va normalmente al
supermercato, non quelli ‘ufficiali’, ma gli Hard Discount, acquista olio di
semi vari al prezzo più basso che trova e senza pensarci due volte lo miscela
al 50% con il gasolio. L’auto che regge questo esperimento già da qualche mese
è una vecchia Fiat Uno Turbodiesel.
‘Piano’ suggerisce
un esperto in un Newsgroup ‘non puoi usare l'olio di colza grezzo per ricavarne
biodiesel, conviene transesterificarlo (ricavarne molecole più piccole),
altrimenti rischi di rovinare il motore.’
Come ci viene
confermato dalla Estereco di Umbertine (PG) una delle 7 imprese in Italia
che producono Biodiesel - gli oli vegetali sono caratterizzati da un’eccessiva
viscosità il cui effetto è quello di provocare incrostazioni al motore e ‘non
vanno utilizzati puri come carburanti.’
Il processo che
porta al carburante vero e proprio si chiama ‘Esterificazione’.
In pratica vengono
fatte reagire le molecole degli oli vegetali con un catalizzatore e con
metanolo, ottenendo biodiesel (metilestere biodiesel) e, come sottoprodotto,
glicerina ‘grado tecnico’ e ‘grado farmaceutico’ che, adeguatamente depurati,
sono altrettanto commerciabili. Le sostanze ausiliarie residue, compresa
l'acqua di produzione e il metanolo, vengono re-immesse nel ciclo.
Sfumata, a meno di
rischi di incrostazioni sul motore (che ognuno può valutare se correre), la
possibilità di un folle risparmio, perché utilizzare biodiesel?
La risposta sta
nella riduzione di emissioni inquinanti.Non è un carburante a emissione zero,
ma rispetto al gasolio riduce di circa l’80% le emissioni di idrocarburi
incombusti (HC) e del 40% l’ossido di carbonio (CO). Riassumendo, i vantaggi
sono:
ha un bassissimo
contenuto di zolfo (< 0,001% contro lo 0,035% del gasolio) dunque non
contribuisce al fenomeno delle piogge acide;
riduce le
emissioni di particolato (le polveri altamente sospettate di essere
cancerogene) fino al 50% non contiene benzolo o altri componenti cancerogeni;
ha un alto punto
di infiammabilità (>110 °C) ed è quindi facile e sicuro da manipolare;
è altamente
biodegradabile (99,6% dopo 21 giorni) e in caso di dispersione accidentale non
inquina né suoli né acque;
ha un alto potere
lubrificante e diminuisce l'usura del motore;
ha un ciclo chiuso
di C02. La sua combustione nel motore produce un'emissione di C02 in quantità
uguale a quella che le piante assorbono dall'aria nel loro processo di
crescita.
In sostanza il
biodiesel è l'unico carburante che non contribuisce all'aumento di C02
nell'atmosfera e che non accelera pertanto l'effetto serra. Ovvero: se
utilizziamo 1 Kg di biodiesel al posto del gasolio, riduciamo di circa 3 Kg
l’emissione di CO2 in atmosfera. Di seguito le tabelle che ci ha inviato la
Estereco sulla comparazione delle caratteristichee delle principali emissioni
tra biodiesel e gasolio:
|
CARATTERISTICHE BIODIESEL
ESTERECO COMPARATE CON GASOLIO |
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|
PARAMETRI |
BIODIESEL |
GASOLIO |
|
Metilestere |
> 96,5 % |
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Densità a 15° |
min. 0.86 - max 0.90 g/cc |
min. 0.82 - max 0.845 g/cc |
|
Viscosità a 40° |
min. 3.5 - max 5.0 mm2/s |
min.
2.00 - max 4.5 mm2/s |
|
Punto di infiammabilità |
> 110 °C |
> 55°C |
|
Numero di Cetano |
>
51 |
>
51 |
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C.F.P.P. (da aprile a ottobre) |
< 0°C |
< -2°C |
|
C.F.P.P. (da novembre a marzo) |
< -15°C |
< -12°C |
|
Residuo carbonioso |
< 0.3% |
< 0.15% |
|
Contenuto di zolfo |
< 0.001% |
< 0.035% |
|
Contenuto di fosforo |
< 0.001% |
|
|
Contenuto di acqua |
< 0.05% |
<0.02% |
|
Contenuto di metanolo |
< 0.2% |
|
|
Glicerolo libero |
< 0.02% |
|
|
Monogliceridi |
< 0.8% |
|
|
Digliceridi |
< 0.2% |
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|
Trigliceridi |
< 0.2% |
|
|
Acidità totale (mg KOH/g) |
< 0.5% |
<0.3% |
|
Potere calorifico inf. |
33175 Kj/l |
35700 Kj/l |
|
COMPARAZIONE DELLE PRINCIPALI
EMISSIONI INQUINANTI |
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INQUINANTI |
BIODIESEL VS GASOLIO |
MISCELA BIODIESEL/GASOLIO
20%-80% VS GASOLIO |
|
Idrocarburi incombusti (HC) |
da - 80% a -90% |
da - 20% a - 30% |
|
Ossido di Carbonio (CO) |
- 40% |
da - 10% a - 20% |
|
Particolato |
da - 30% a -50% |
da - 5% a - 15% |
|
Particolato con marmitta catalitica |
da - 50% a -60% |
da - 10% a - 22% |
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Ossidi di Azoto (NOx) |
da +4% a +12% |
da + 2% a + 4% |
E la resa? Nella
"4 ore di Vallelunga" la VW Bora Diesel- nel cui serbatoio non veniva
versato gasolio ma un oleoso liquido vegetale - ha vinto a mani basse infliggendo
ben otto giri di distacco a tutte le rivali a benzina. La Estereco e la VW
Motorsport Italia hanno deciso di utilizzare il biodiesel sulle vetture
ufficiali schierate nell'European Super-dieselChallenge, un campionato al quale
la casa tedesca è presente con un Golf IV Tdi e la Bora Variant Tdi. Il motore
che equipaggia le due vetture è un cinque cilindri turbo diesel opportunamente
elaborato in grado di sviluppare quasi 300 cavalli e con il biodiesel puro al
posto del gasolio la potenza espressa è rimasta immutata, tanto che nelle gare
di durata a cui hanno partecipato entrambe le vetture hanno collezionato una
serie innumerevole di successi. In Italia, si riporta l’utilizzo in 19 città
(tra le quali Ravenna, Milano, Cremona, Genova e Roma) di 72 bus funzionanti a
biodiesel. Il test è cominciato nel 1991 e fino ad ora ha portato a percorrere
520000 Km. I risultati finora raccolti indicano che la potenza espressa e i
costi sono comparabili con quelli del diesel. Si osserva una marcata riduzione
nelle emissioni di fumi, idrocarburi incombusti e particolato, ed una leggera
diluizione dell’olio lubrificante del motore.
In Germania, in
seguito ai favorevoli risultati ottenuti sia con motori mono che
multicilibndri, la Mercedes-Benz ha condotto una serie di test sul campo sul
biodiesel da olio di colza in camion, bus e taxi dal gennaio 1991 a ottobre
1992. I consumi di combustibili e oli lubrificanti sono comparabili con quelli
del diesel e i guidatori intervistati si sono dichiarati soddisfatti delle prestazioni
dei veicoli.
Negli Stati Uniti
miscele di biodiesel da olio di semi di soia e diesel in rapporto 20:80 o 30:70
sono stati utilizzati per far funzionare 1200 veicoli in 400 città, per un
chilometraggio totale di cinque milioni di chilometri tra il 1992 e il 1993.Le
osservazioni sono state simili a quelle ottenute nei test europei. Si è infatti
osservato che il biodiesel non presenta problemi tecnici e offre vantaggi
ambientali, particolarmente nelle aree urbane, quali la riduzione dell’anidride
solforosa. I risultati delle prove su strada hanno confermato che il biodiesel
ed il gasolio si comportano nella stessa maniera, e che l’uso del primo non
comporta la necessità di modificazioni nella struttura dei motori.
Per quanto
riguarda l'utilizzo, il biodiesel può essere utilizzato nella maggior parte dei
motori diesel senza sostanziali modifiche. Vi sono alcuni inconvenienti
facilmente risolvibili: 1) la dissoluzione delle gomme naturali, 2) il
trafilamento del carburante e 3) l’odore di patatine fritte.
1) Il biodiesel,
come del resto altri olii vegetali, sono ottimi solventi delle gomme naturali,
pertanto eventuali tubi di collegamento in questo materiale presenti nel
circuito di alimentazione dal carburante alla pompa di iniezione tendono ad essere
rapidamente dissolte se non sostituite con idonei materiali resistenti a questa
azione.
Per la risoluzione
di questo problema la Estereco consiglia un proprio kit che effettua una
semplice modifica al sistema di alimentazione/pompa di iniezione.
3) L’odore di
patatine fritte, o di pop corn, che in alcuni casi possono emettere la
autovetture alimentate con biediesel, può essere eliminato secondo la Novaol
con l’adozione di una marmitta catalitica. Viene comunque sottolineato che è
più un problema psicologico, e che se siamo riusciti ad abituarci all’odore
tossico del gasolio?