Per
i cristiani l'Arcangelo S. Michele è considerato come il più potente
difensore del popolo di Dio. Nell'iconografia, sia orientale sia occidentale,
S. Michele viene rappresentato come un combattente, con la spada o la lancia
nella mano, sotto i suoi piedi il dragone - mostro, satana, sconfitto nella
battaglia. I credenti da secoli si affidano alla sua protezione qui sulla
terra, ma anche particolarmente nel momento del giudizio, come recita un’antica
invocazione:
"San Michele, difendici nel combattimento, affinché
non periamo nel giorno del tremendo giudizio."
L’Arcangelo viene riconosciuto anche come guida delle anime
al cielo. Questa funzione di S. Michele è evidenziata nella liturgia romana, in
particolare nella preghiera all'offertorio della messa dei defunti:
"Signore
Gesù Cristo, libera le anime dei fedeli defunti dalle pene dell'inferno ! San
Michele, che porta i tuoi santi segni , le conduca alla luce santa che
promettesti ad Abramo e alla sua discendenza."
La
tradizione attribuisce a San Michele anche il compito della pesatura delle
anime dopo la morte. Perciò in alcune sue rappresentazioni iconografiche, oltre
alla spada, l'Arcangelo porta in mano una bilancia. Inoltre nei primi secoli
del cristianesimo specie presso i bizantini San Michele era considerato come
medico celeste delle infermità degli uomini. Egli veniva spesso identificato
con l'Angelo della piscina di Siloe di cui si parla nel capitolo 5 del vangelo
di S. Giovanni:
"V'è
a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico
Betzaetà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un gran numero di infermi,
ciechi, zoppi e paralitici. Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella
piscina e agitava l'acqua, il primo ad entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua
guariva da qualsiasi malattia fosse affetto" (Gv 5, 24).
"Non
solo hai sconfitto il drago grande e terribile nel tuo santuario di Chone, ma
si è formato un corso d’acqua guaritrice di ogni malattia del corpo". Così
canta l’inno AKATISTO a S. Michele Arcangelo della liturgia bizantina.
San
Michele, infine, ha il singolare privilegio di prestare l’ufficio
dell’assistenza davanti al trono della Maestà Divina. Egli stesso si presentò
così al vescovo Lorenzo: "Io sono Michele e sto sempre alla presenza di
Dio ..."
E
la liturgia del Concilio di Trento così pregava offrendo l’incenso: "Per
intercessione di S. Michele Arcangelo che sta alla destra dell’altare
dell’incenso ... degnati di accettare e benedire quest’offerta dell’incenso
...".
La
Chiesa oggi celebra la festa di San Michele, unita insieme a quella di San
Gabriele e di San Raffaele, il 29 settembre. In passato, due erano le feste
liturgiche in onore dell'Arcangelo: il 29 settembre, come ricordo della
dedicazione della Basilica e l'altra, 1'8 maggio, anniversario dell'apparizione
di San Michele al Gargano.
A
partire dall’ XI secolo, queste due ricorrenze particolari del Santuario del
Gargano si diffusero in tutta l’Europa. Nel Medioevo entrambe venivano
collegate con il Gargano.
La
festa dell’Apparizione di san Michele l'8 Maggio fu istituita dal papa Pio V
(1566-1572).
A
San Michele furono dedicate diverse chiese, cappelle e oratori in tutta
l’Europa. Spesso l'Arcangelo viene rappresentato sulle guglie dei campanili,
perché è considerato il guardiano delle chiese contro satana. Inoltre a lui
vengono dedicate numerose cappelle - ossari nei cimiteri.
