RAPPRESENTAZIONI
CARTOGRAFICHE
Le prime
rappresentazioni attendibili della superficie terrestre furono prodotte
soltanto a partire dal XVII secolo grazie al progresso dei mezzi di
comunicazione, al perfezionamento degli strumenti di misura e alla nascita di
organizzazioni internazionali per gli studi e la misura della reale forma della
Terra. Le prime carte erano destinate ai navigatori che le usavano per
stabilire le rotte marittime.
Non esiste un
unico modo universalmente valido per realizzare una carta geografica. La via da
seguire dipende dagli strumenti a disposizione del cartografo, dallo scopo per
il quale la carta viene creata e dalle informazioni che si possiedono.
La Terra è
approssimativamente sferica, mentre una carta geografica è disegnata su una
superficie piana. La rappresentazione di tutta o di una parte della superficie
terrestre su una superficie piana è però un problema che comporta notevoli
difficoltà: è infatti impossibile trasferire su un piano una superficie curva,
senza che tale superficie subisca delle distorsioni.
In una carta
geografica ideale occorrerebbe rispettare:
- la
proporzionalità tra le distanze sulla Terra e quelle corrispondenti sulla
carta;
- la forma delle
superfici rappresentate che sulla carta dipendono dagli angoli del reticolato
geografico disegnato, angoli che dovrebbero essere uguali a quelli creati sulla
Terra da meridiani e paralleli;
- la
proporzionalità tra le aree misurate sulla terra e quelle realizzate sulla
carta.
Nessuna carta può
possedere contemporaneamente le tre caratteristiche quindi quando si deve
realizzare una carta, si sceglie il tipo di rappresentazione più idoneo all’uso
che se ne farà.
Le proiezioni
Le proiezioni
nella realizzazione di carte geografiche hanno la funzione di rappresentare la
superficie della Terra o di una sua porzione sopra una superficie piana. Da
questo processo inevitabilmente risultano distorsioni nella distanza, negli
angoli, nella scala, nell’area delle superfici rappresentate. I cartografi
pertanto utilizzano proiezioni in grado di minimizzare le distorsioni in alcune
di queste proprietà con il risultato di massimizzare l’errore in altre. La
scelta del tipo di proiezione dipende dall’uso a cui la carta è destinata.
Una carta si dice equidistante
quando riproduce fedelmente le distanze dal centro della proiezione a qualsiasi
altro punto.
Una carta si dice isogona
(o conforme) quando conserva le ampiezze degli angoli. Una linea tracciata sul
reticolato di una carta isogona interseca meridiani e paralleli con gli stessi
angoli esistenti nella realtà.
Quando una carta
rappresenta le superfici in modo che tutte le aree misurate sulla carta abbiano
lo stesso rapporto proporzionale con l’area sulla Terra che esse rappresentano,
la carta si dice equivalente.
Le proiezioni
geografiche si dividono in tre classi generali: proiezioni vere, proiezioni
modificate e proiezioni convenzionali.
Le proiezioni vere
vengono realizzate proiettando il reticolato geografico su una superficie
ausiliaria che può essere un piano oppure la superficie curva di un solido
geometrico (cilindro o cono).
Le proiezioni vere
a loro volta si dividono in proiezioni di sviluppo e proiezioni
prospettiche.
Le proiezioni di
sviluppo sono chiamate così in quanto si basano su un procedimento che prevede
lo sviluppo su un piano della superficie curva sulla quale è stata effettuata
la proiezione. A seconda della natura della superficie ausiliaria si
distinguono proiezioni cilindriche e proiezioni coniche.
Le proiezioni
cilindriche si ottengono proiettando la superficie sferica della Terra sopra un
cilindro. Il cilindro può essere tangente alla sfera lungo un circolo massimo
(con il centro nel centro della Terra) oppure secante alla sfera lungo due
circoli minori.
Quando il cilindro
sul quale la sfera viene proiettata forma un angolo retto ai poli, il cilindro
e la proiezione risultante sono trasversi. Quando il cilindro forma un
angolo non retto rispetto ai poli, il cilindro e la risultante proiezione sono obliqui.
Le proiezioni
cilindriche producono carte che hanno meridiani e paralleli dritti, i
meridiani sono distanziati in modo uguale mentre i paralleli diventano più
ravvicinati all'aumentare della latitudine. Queste proiezioni riproducono
fedelmente le zone prossime al punto di tangenza (sono equivalenti ed
equidistanti); a latitudini elevate introducono deformazioni estreme.

Per rappresentare
aree geografiche anche vaste, ma limitate a parte di un emisfero, rispettando
le superfici e le distanze, si può ricorrere a proiezioni coniche.Si ottengono
proiettando una superficie sferica sopra un cono. Se il cono è tangente alla
sfera il contatto avviene lungo un circolo massimo. Se il cono è secante la
sfera, esso la tocca lungo due linee, una di queste è un circolo massimo,
l’altra è un circolo minore.
Nelle proiezioni
coniche i paralleli sono rappresentati con archi di circonferenza mentre i
meridiani sono rappresentati con linee rette. Le carte ottenute con proiezioni
coniche sono equidistanti solo per le aree prossime al punto di tangenza.

Le proiezioni
prospettiche si realizzano proiettando, a partire da un punto, il
reticolato geografico su un piano che deve essere tangente alla sfera terrestre.
Il punto di tangenza può essere uno dei poli e allora la proiezione si dice polare;
si dice equatoriale quando il punto di tangenza è posto sull’equatore e
infine si dice obliqua in tutti gli altri casi.

Se il punto di
origine della proiezione (il punto di vista) è posto al centro della Terra la
proiezione si dice centrografica o gnomonica. Se il punto di
origine è situato sulla superficie della sfera e diametralmente opposto a
quello di tangenza, la proiezione si dice stereografica. Se il punto di
origine è posto fuori dalla sfera terrestre la proiezione si dice scenografica,
se è posto all’infinito la proiezione si dice ortografica.
Le proiezioni
modificate si ottengono a partire dalle proiezioni vere nelle quali si
operano delle modifiche allo scopo di correggere le naturali distorsioni.
Le proiezioni
convenzionali sono carte realizzate esclusivamente sulla base di relazioni
matematiche.
Le
rappresentazioni più usate
La proiezione
cilindrica di Mercatore fu ideata nel XVI secolo dal matematico e geografo
fiammingo Gerardo Mercatore ed è tuttora in uso. Con questa proiezione il
reticolato geografico conserva inalterati gli angoli di intersezione. Meridiani
e paralleli sono semirette che si intersecano ad angolo retto perciò è una
proiezione isogonica. Tuttavia, mentre sul globo i meridiani convergono verso i
poli, nelle carte ottenute con la proiezione di Mercatore restano paralleli. Siccome
meridiani e paralleli si incrociano verticalmente, come sul globo, le direzioni
segnate sulla carta sono le stesse di quelle reali sulla superficie terrestre.
Se congiungiamo sulla carta due punti della superficie terrestre con una linea,
questa incrocerà meridiani e paralleli esattamente come farebbe una linea che
congiungesse gli stessi punti sulla superficie terrestre.
Questa
proiezione è usata per la navigazione marittima perché tutte le linee rette
tracciate sulla carta intersecano meridiani e paralleli con lo stesso angolo
esistente nella realtà. Le navi non seguono di solito il cammino più breve
(linea ortodromica), che sarebbe un arco di cerchio, ma mantengono sempre la
stessa direzione indicata dalla bussola, cioè seguono una linea che taglia
tutti i meridiani con lo stesso angolo perché così conservano la stessa
direzione rispetto ai punti cardinali: questa linea è detta lossodromica .
Per i percorsi
lunghi si preferisce seguire la distanza minore, spezzando però la linea
ortodromica in tratte minori, ciascuna delle quali è una lossodromica.
Nella
proiezione di Mercatore, la lossodromica è rappresentata dalla linea retta che
unisce i punti di partenza e di arrivo; perciò ai marinai è sufficiente
tracciare sulla carta la retta che unisce i due punti per avere la rotta da
seguire.
Perciò la
proiezione di Mercatore viene utilizzata per tracciare le rotte, sia nella
navigazione marittima, sia nella aerea. Il difetto principale della proiezione
di Mercatore è la deformazione delle aree geografiche: via via che ci spostiamo
dall'equatore ai poli, le aree geografiche risultano proporzionalmente più
grandi. I rapporti di grandezza tra le aree geografiche sono di conseguenza
falsati: l'America del Nord, l'Europa e l'Asia sovrastano l'Africa, l'America
del Sud e l'Australia, mentre l'Antartide sembra un continente gigantesco.

La proiezione di
Robinson è una delle più usate. Rispetto alla proiezione di Mercatore sono
state introdotte correzioni, grazie alle quali i rapporti tra le aree sono
maggiormente rispettati. Non è isogonica, visto che i meridiani e i paralleli
non si incrociano ad angolo retto.

La proiezione equivalente
di Albers è una proiezione conica che distorce scala e distanze eccetto che
lungo determinati paralleli. Le aree sono proporzionali e le direzioni sono
corrette in aree limitate. Usate negli USA e in altri grandi paesi con una
estensione est-ovest maggiore dell’estensione nord-sud.

Le proiezioni
stereografiche sono usate per la navigazione nelle zone polari. Le
direzioni sono corrette a partire dal punto centrale. La scala aumenta man mano
che ci si allontana dal punto centrale, così come la distorsione delle aree e
delle forme. Nella proiezione di Eckert l’equatore è rappresentato da
una linea, il meridiano centrale è rappresentato da una linea lunga la metà
rispetto a quella che rappresenta l’equatore; due linee, lunghe sempre la metà
rispetto a quella che rappresenta l’equatore sono poste alle due estremità e
costituiscono i poli. I meridiani sono archi di ellissi e i paralleli sono
distanziati dall’equatore in modo tale da mantenere l’equivalenza delle aree.
Questa proiezione viene usata per realizzare carte del mondo.

Nel 1973 lo
storico berlinese Arno Peters ha realizzato la prima carta del mondo in
grado di rispettare sia gli angoli sia la proporzionalità delle superfici. La
carta di Peters si basa su una proiezione cilindrica equivalente che utilizza
come meridiano zero la linea di cambiamento di data che passa in mezzo allo
stretto di Bering. Questa carta restituisce a ciascun paese la sua precisa
dimensione territoriale. L’esatta proporzione delle superfici va a scapito
dell’esattezza delle distanze facendo assumere ai continenti una forma
allungata.
Tutte le linee
Est-Ovest sono parallele ed orizzontali. Si mantiene corretto il rapporto della
distanza di qualsiasi punto dall’equatore.
Tutte le linee
Nord-Sud sono verticali. Viene mantenuta corretta la posizione di ciascun punto
sul meridiano e sul fuso orario. La superficie della Terra viene divisa in 100
rettangoli longitudinali di uguale larghezza e 100 rettangoli latitudinali di
uguale altezza. Il sistema sessagesimale è sostituito da un sistema decimale.
Il fatto che su questa carta il terzo mondo non venga sottovalutato ne ha
determinato l’immediato successo.

I planisferi e
i globi
Un problema che si
pone quando studiamo fenomeni su scala mondiale è riuscire a rappresentare
l'intera superficie terrestre in un'unica carta. Le rappresentazioni
dell'intera superficie terrestre si chiamano planisferi o mappamondi. Con le
proiezioni cilindriche del tipo di quella di Mercatore è possibile riportare
l'intera superficie terrestre su una carta, ma col risultato della deformazione
delle aree. I planisferi che rispettano le dimensioni delle aree e le distanze
devono essere necessariamente interrotti. Se si è interessati alle aree
continentali si fa in modo che le interruzioni capitino dove ci sono gli
oceani, diversamente se si è interessati a studiare i mari, le interruzioni
taglieranno i continenti.

Il globo è
una rappresentazione cartografica di forma sferica in grado di rappresentare
nel suo insieme l’intera superficie terrestre. Possiede diversi vantaggi
rispetto alle altre rappresentazioni: distanze, direzioni, e aree sono mostrate
senza distorsioni. Benché la Terra non sia una sfera perfetta (avendo un
diametro maggiore all’equatore che ai poli), le variazioni sono trascurabili
alla scala di molti globi.
