RESISTORI E RESISTENZA ELETTRICA

 

 

Il resistore e' il componente piu' utilizzato in campo elettronico.

Non esiste circuito elettronico che possa funzionare correttamente senza tale componente.

Pur essendo il componente piu' comune ed economico e' poco conosciuto, sia per l'importanza che riveste in campo elettronico, sia per le sue caratteristiche.

Vediamo di scoprire tutti i segreti di questo simpatico componente.

Normalmente si ritiene che un resistore possa essere selezionato in base al valore della resistenza elettrica nominale (in ohm) e la potenza massima che puo' dissipare (in watt).

Cio' e' normalmente sufficiente per la maggior parte delle applicazioni, ma in alcuni casi specifici, vanno presi in considerazione anche altri importanti parametri.

La funzione del resistore e' quella di limitare la corrente elettrica per polarizzare altri dispositivi elettronici  collegati in serie.

Esso e' inoltre utilizzato per realizzare precisi attenuatori di tensione elettrica mediante partizione.

In alcune applicazioni viene utilizzato per attenuare la potenza mediante opportune reti a T o a P greco.

La sua elevata precisione rispetto ad altri componenti sia attivi che passivi lo rendono il componente ideale nel campo della strumentazione di misura.

Utilizzando i resistori, mediante la tecnica della controreazione, e' possibile progettare circuiti elettronici attivi con caratteristiche di notevole precisione.

Cio' e' fondamentale per compensare la dispersione delle caratteristiche intrinseche dei componenti attivi.

Il comportamento dei resistori segue la legge di ohm.

 

LEGGE DI OHM

La legge di ohm stabilisce il comportamento di un resistore ideale come segue:

V = Rx I

R = V / I

I = V / R

V e' la tensione elettrica espressa in Volt

I e' la corrente elettrica espressa in Ampere

R e' la resistenza elettrica espressa in ohm.

La legge di Ohm e' in assoluto la piu' utilizzata in Elettronica e nonostante tutto, anche se molto semplice, spesso stranamente e' poco conosciuta.

Essa e' comunque di notevole importanza perche' utilizzata in qualsiasi circuito in cui sia presente un generatore di tensione.

La potenza elettrica dissipata da una resistenza segue la seguente relazione:

P = V X I = V X V / R = R X I X I

come conseguenza della legge di ohm.

 

TOLLERANZA

La tolleranza di un resistore e' la  massima deviazione del valore resistivo reale rispetto a quello nominale.

Essa viene espressa normalmente in percentuale.

Il valore nominale e' quello che il resistore dovrebbe presentare a 25 °C.

I valori di tolleranza normalmenti usati sono:

·         Altissima precisione per tolleranze inferiori del 0,25% e 0,1%.

·         Alta precisione per tolleranze del 0,5%, 1% e 2%.

·         Media precisione per tolleranze del 5% e 10%.e

·         Bassa precisione per tolleranze del 20%.

 

IDENTIFICAZIONE

Il valore della resistenza e la tolleranza viene indicato sul corpo  del componente mediante un codice di colori a:

 

·         4 bande per le resistenze di bassa e media precisione.

·         5 bande per resistenze di alta precisione.

 

Tali codici soddisfano gli standards IEC 62 e DIN 41 429.

Di seguito viene riportata una tabella riassuntiva che vale sia per il codice a 4 bande che per quello a 5.

In alcuni casi viene riportata un'ulteriore banda per indicare il coefficiente di temperatura.

Cio' spesso contribuisce a generare un po' di confusione.

Codice a 4 bande di colore

Codice a 5 bande di colore

 

COLORE

BANDE 1, 2, (3)

MOLTIPLICATORE

TOLLERANZA

COEFF TEMP

NERO

0

0

 

200 ppm/°K

MARRONE

1

1

1%

100 ppm/°K

ROSSO

2

2

2%

50 ppm/°K

ARANCIO

3

3

 

25 ppm/°K

GIALLO

4

4

 

15 ppm/°K

VERDE

5

5

0,5%

 

BLU

6

6

0,25%

10 ppm/°K

VIOLA

7

7

0,1%

5 ppm/°K

GRIGIO

8

8

 

1 ppm/°K

BIANCO

9

9

 

 

ORO

 

-1

10%

 

ARGENTO

 

-2

5%

 

SENZA COLORE

 

 

20%

 

 

Se le bande non sono centrate rispetto al corpo del componente, si orienta questo in modo da avere a sinistra il terminale piu' vicino alle bande.

Se invece le bande sono centrate, una che si trova agli estremi deve essere piu' larga delle altre. Si orienta il componente in modo da vederla a destra.

Nello standard a 4 bande si hanno solo 2 cifre significative che corrispondono alle prime due bande A e B.

La terza banda e' il fattore di moltiplicazione mentre l'ultima e' la tolleranza.

La formula per calcolare il valore e' (10XA+B) X 10^M +/-T.

Nello standard a 5 bande si hanno 3 cifre significative che corrispondono alle prime tre bande A, B e C.

La quarta banda e' il fattore di moltiplicazione mentre l'ultima e' la tolleranza.

La formula per calcolare il valore e' (100XA+10XB+C) X 10^M +/-T.

 

Il valore della resistenza dei resistori di potenza viene spesso indicato con delle sigle stampigliate sul corpo del componente al posto del codice dei colori come segue:

 

VALORE DI RESISTENZA

SIGLA

0,33 OHM

R33

3,3 OHM

3R3

33 OHM

33R

330 OHM

330R

0,33 KOHM 

K33

3,3 KOHM

3K3

33 KOHM

33K

330 KOHM

330K

0,33 MOHM

M33

3,3 MOHM

3M3

33 MOHM

33M

330 MOHM

330M

 

Esempio di siglatura delle resistenze di potenza

 

TENSIONE MAX DI LAVORO

E' la massima tensione che puo' essere applicata in continua al resistore; per i valori di resistenza superiori ai 100 ohm e' di solito almeno di 1000 V.

La tensione massima dipende non solo dalla potenza che il resistore e' in grado di dissipare, ma anche dalla rigidita' dielettrica del materiale usato.

 

PARAMETRI IN ALTA FREQUENZA

Alle alte frequenze bisogna tener conto degli effetti parassiti del resistore reale.

Il circuito equivalente prevede una induttanza in serie e una capacita' in parallelo alla serie RL.

I valori delle impedenze parassite dipendono dalla tecnica costruttiva.

In genere l'induttanza parassita e' quella che alle frequenze alte produce i maggiori problemi.

Alle basse frequenze l'effetto della capacita' e dell'induttanza possono essere trascurate in quanto C si comporta come un circuito aperto (altissima resistenza) e L si comporta come un corto circuito (resistenza in serie praticamente nulla).

Aumentando la frequenza C tende ad abbassare il valore di R mentre L tende ad alzarlo finche' alla frequenza 1/2PI*RAD(LC) la coppia LC entra in risonanza compensandosi a vicenda.

Aumentando ulteriormente la frequenza L tende ad annullare R (alzando il valore d'mpedenza del gruppo RL) mentre C tende a cortocircuitare il segnale.

Come risultato la resistenza puo' essere utilizzato per frequenze inferiori alla frequenza di risonanza del gruppo LC.

Un indice dell'influenza di questi effetti reattivi sulla qualita' del resistore e' dato dall'angolo di fase FI.

FI = arctang(Xeq/Req)

Per tener conto degli effetti parassiti i costruttori forniscono delle curve caratteristiche che indicano la variazione del valore resistivo nominale in funzione della frequenza.

In alternativa forniscono il rapporto in % tra la resistenza in alternata Rac e la resistenza in continua Rdc in funzione del prodotto MHz x MHohm.

Per applicazioni in Alta Frequenza bisogna scegliere la corretta famiglia di resistori per la banda di frequenze che si sta utilizzando.

 

 

TECNICA COSTRUTTIVA

La struttura costruttiva di un resistore e' basata su:

 

·         SUPPORTO DI SOSTEGNO

·         ELEMENTO RESISTIVO

·         RIVESTIMENTO PROTETTIVO

 

 

L'elemento resistivo puo' essere:

 

·         A IMPASTO

 

 

 

·         A STRATO (FILM SOTTILE O FILM SPESSO)

 

 

 

·         A FILO

 

 

Le resistenze ad impasto sono piu' robuste, meno ingombranti a parita' di potenza, meno induttive.

Esse consistono in un cilindretto di carbone impastato con resina fenolica e stampato.

Il tutto viene racchiuso in un altro cilindretto isolante.

Le resistenze a strato sono piu' stabili, meno rumorose e normalmente piu' precise di quelle a impasto.

Si realizzano depositando una sottile pellicola di materiale resistivo avvolto a spirale su un cilindretto ceramico.

Il materiale usato per la pellicola e' in genere carbone o grafite e, per avere un alta stabilita', vengono anche usati degli ossidi metallici.

Una lacca protettiva ricopre il tutto mediante verniciatura.

Le resistenze a filo vengono utilizzate per dissipazioni di potenza elevate oppure per ottenere delle precisioni molto elevate.

Sono realizzate avvolgendo del filo nichel-cromo o costantana su un supporto ceramico o fibra di vetro.

Il tutto viene verniciato con lacca protettiva o annegato in una cassettina ceramica con uno speciale cemento.

 

RESISTORI VARIABILI

I resistori variabili si dividono in:

 

·         TRIMMER

·         POTENZIOMETRI

Tali componenti hanno tre terminali.

Quello centrale viene chiamato cursore.

 

 

Il valore della resistenza nominale indica la resistenza totale tra i due terminali posti agli estremi.

Un altro parametro importante per i potenziometri e' la legge di variazione della resistenza che puo' essere:

·         LINEARE (SIGLA = A, C1, LIN)

·         LOGARITMICA (SIGLA = B, C, C2)

·         LOGARITMICA INVERSA (SIGLA = E, BR)

 

Di seguito viene riportata una tabella con i valori di resistenza normalizzata per i potenziometri e trimmer.

 

1

220R

470R

1K0

2K2

4K7

10K

22K

47K

2

330R

680R

1K5

3K3

6K8

15K

33K

68K

1

100K

220K

470K

1M0

2M2

4M7

 

 

2

150K

330K

680K

1M5

3M3

6M8

10M

 

 

VALORI DI RESISTENZA NORMALIZZATA

Di seguito viene riportata una tabella con valori particolari di resistenza  per potenziometri e trimmer, ma che sono spesso in uso.

 

250R

500R

2K5

5K0

25K

50K

250K

500K

2M5

5M0

 

VALORI DI RESISTENZA PARTICOLARI

 

RESISTORI SPECIALI

Esistono dei resistori speciali che cambiano il loro valore in funzione della temperatura (TERMISTORI).

Altri cambiano valore in funzione della tensione (VARISTORI o VDB).

Esistono due tipi di termistori:

·         NTC con coefficente di temperatura negativo

·         PTC con coefficente di temperatura positivo

 

 

I termistori NTC hanno una diminuizione del valore molto elevata al crescere della temperatura.

Essi sono usati per proteggere i filamenti dei tubi elettronici collegati in serie per limitare il picco di corrente di accensione.

Negli stadi finali degli amplificatori BF con transistor bipolari erano usati nei circuiti di polarizzazione per evitare fenomeni di valanga termica.

I termistori PTC sono resistori non lineari in un certo intervallo di temperatura con coefficiente positivo.

Per temperature piu' basse hanno un coefficiente di temperatura zero o negativo.

Essi sono usati come come protezione termica longitudinale e vanno collegati in serie al circuito da proteggere.

In questo modo sono in grado di limitare la corrente ad un livello di sicurezza quando la tensione e/o la temperatura superano un valore di soglia.

I VDB sono resistori non lineari la cui resistenza dipende dalla tensione applicata ed in particolare il loro valore diminuisce al crescere della tensione.

In condizione normali i VDB presentano un'elevata resistenza.

Vengono collegati in parallelo al circuito da proteggere.

Quando la tensione supera un valore di soglia il valore della resistenza diminuisce velocemente quasi a zero.

Come inconveniente i VDB presentano un valore di capacita' parassita non nulla.

Quando le frequenze in ballo sono elevate si usano gli scaricatori a gas che presentano invece delle capacita' di pochi picofarad.